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Quinto Protti, Presidente della Digitalprint, ci racconta l\\\'innovativo percorso che ha affrontato la sua azienda per essere, oggi, leader in italia nella Stampa Digitale. Continua »

 

L’industria della stampa: come si sta evolvendo

stampa digitaleL’industria della stampa in questi ultimi anni è mutata molto rapidamente. Le tecnologie tradizionali ancora coesistono al fianco della stampa digitale, ma le nuove applicazioni, come il web-to-print, stanno facendo passi da gigante.

Il grande cambiamento dell’industria della stampa è avvenuto in seguito ad importanti investimenti fatti in macchinari di stampa a getto d’inchiostro di grande formato, dove velocità e qualità hanno rimpiazzato la serigrafia. Prima del nuovo millennio queste macchine erano ancora ritenute un fatto isolato, mentre oggi le stampanti digitali da semplici fotocopiatrici sono diventate macchine da stampa.

La stampa digitale sta prendendo sempre più piede ormai: bianco e nero, poi colore, poi colore di alta qualità, laser, toner elettrofotografico, poi inkjet.

Il 2005, nell’industria della stampa, segna l’entrata sul mercato delle stampanti inkjet, che oggi sta lasciando un segno davvero importante nell’industria della stampa. Questa tecnologia ha cominciato ad essere largamente impiegata nel 2010, quando le tipografie hanno maturato la consapevolezza che esistevano nuove macchine per offrire applicazioni innovative e qualitativamente migliori ai propri clienti, garantendo una produzione efficiente e di precisione anche con la tecnologia digitale.

Oggi la stampa digitale è diventata un’alternativa essenziale nelle valutazioni sui macchinari.

A differenza della stampa offset, gli inchiostri sulle macchine digitali non sono intercambiabili, quindi il tipografo è molto vincolato alla tecnologia. Nonostante questo, mai prima d’ora gli stampatori hanno avuto l’opportunità di sviluppare così tante idee per la stampa: questo è l’immenso potenziale del digitale.

Il compito della tipografia è quello di mostrare ai propri clienti, aziende ma anche agenzie pubblicitarie e grafiche, che la tecnologia della stampa digitale può portare molto lontano. Molte agenzie faticano a comprendere che con il digitale possono stampare qualsiasi cosa. Ma la chiave della rivoluzione digitale nella pubblicità e nella stampa passa prima di tutto attraverso il web.

L’industria della stampa negli ultimi 10 anni ha compiuto passi da gigante, in virtù soprattutto dell’arrivo e dell’introduzione di nuove tecnologie applicate al settore, che hanno reso sempre più performante il lavoro per gli operatori e sempre più soddisfacente il risultato per i clienti.

Dal piccolo al grande formato: la rivoluzione del digitale investe tutti i settori

La stampa digitale permette infatti di stampare prodotti di piccolo formato, anche a basse tirature, cosa che prima, con la stampa offset, non era possibile perché molto costosa e più lenta nel processo di realizzazione. C’è poi la stampa a grande formato, il cui mercato sta cambiando rapidamente, con un ampio incremento dell’utilizzo della stampa digitale per la realizzazione di poster, manifesti e stampati a grande dimensione. Si registra nelle grandi metropoli un incremento di pannelli digitali ed elettronici sempre più presenti negli aeroporti, nelle città, negli stadi, e persino negli ipermercati. Questi pannelli possono comunicare a rotazione una moltitudine di messaggi pubblicitari e comunicazioni in tempo reale.

Da non dimenticare poi gli sviluppi della stampa digitale nella carta da parati, nell’arredo di interni, nei tessuti. Un’infinità di applicazioni possibili, tutto all’insegna dell’estrema personalizzazione del prodotto finito.

Per quanto riguarda il packaging, la stampa tradizionale si è evoluta per lasciare il posto a nuove tecnologie digitali che permettono una fustellatura ad ampio spettro e con la possibilità di realizzare prodotti di tantissimi formati diversi.

I materiali per la stampa digitale: la carta

Quando ci si trova a dover stampare in digitale diversi tipi di prodotto, che siano giornali, riviste, brochure, biglietti da visita, volantini, manifesti o locandine, la domanda che sorge spontanea è la seguente: quale carta utilizzare? Prodotti differenti necessitano di grammature differenti, proporzionate all’impiego e alla funzione cui il prodotto deve assolvere.

Nel settore della tipografia la densità della carta è strettamente correlata al suo spessore e viene indicata con il valore della grammatura, che corrisponde al valore in grammi per metro quadro. Ogni tipologia di prodotto viene di norma associata ad una diversa grammatura.

La grammatura più grande corrisponde a una carta dotata di maggior spessore e consistenza al tatto. Le carte più spesse, di norma, vengono percepite come più professionali e pregiate agli occhi del consumatore finale, ma in ambito tipografico non è sempre così: è necessario innanzitutto tenere in considerazione la funzione e gli elementi grafici del prodotto da creare. Solo valutando bene questi elementi sarà possibile scegliere la grammatura più idonea.

Nei prodotti di stampa di uso quotidiano si sono formate alcune consuetudini sulle “grammature ideali”, che possono essere prese come paradigma di valutazione e punto di riferimento:

  • Da 35 a 55 grammi per metro quadro: è la grammatura utilizzata per i giornali. Si tratta di una carta molto sottile e non molto resistente, che richiede un basso costo e una durata limitata nel tempo;
  • 90 grammi per metro quadro: è la grammatura tipica per gli interni delle riviste periodiche;
  • Da 130 a 170 grammi per metro quadro: è la grammatura specifica per i poster di buona qualità, destinati a durate nel tempo.
  • Da 170 a 300 grammi per metro quadro: è la grammatura ideale per le brochure aziendali, con questa distinzione: di norma si utilizzano le grammature più alte per le copertine e quelle più basse per l’interno della brochure. Si impiegano generalmente grammature più basse quando le brochure sono costituite da molte pagine e hanno dimensioni corpose;
  • Da 300 a 400 grammi per metro quadro: sono le grammature scelte per i biglietti da visita. Di solito si tende a preferire le grammature più elevate quando si ha la necessità di ricreare una presentazione di pregio;
  • 115 grammi per metro quadro: è la carta per affissioni pubbliche, meglio nota con la denominazione di carta blue-back. Questa carta deve il suo nome al retro blu della carta che non fa trasparire le immagini dei manifesti sopra ai quali viene applicata ad ogni successiva affissione. Si tratta di un supporto ideale e particolarmente indicato per la comunicazione stradale, ad esempio per realizzare la cartellonistica pubblicitaria e gli allestimenti destinati ad una breve durata.

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