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Carta riciclata: le differenze fra carta bianca e carta riciclata

carta bianca vs carta riciclataNegli ultimi decenni si sta diffondendo sempre di più la consapevolezza che le risorse del nostro Pianeta non sono infinite e questo ha portato sempre più persone ad orientarsi verso uno stile di vita più “green”.

Uno dei tanti cambiamenti che si può adottare per ridurre il proprio impatto sull’ambiente è la scelta della carta riciclata.

Nonostante sia disponibile in commercio da anni, non tutti hanno ancora ben in mente le differenze esistenti tra carta bianca e carta riciclata, quindi è giunto il momento di fare un po’ di chiarezza.

La carta bianca rappresentava, fino a pochi anni fa, l’unico tipo di carta disponibile sul mercato. La materia prima che la compone è la fibra di cellulosa, il cui approvvigionamento comporta quindi l’abbattimento di alberi con i relativi rischi (fenomeni di erosione). La carta bianca può inoltre essere sbiancata con cloro (portando rischi ambientali come l’inquinamento delle acque) o senza cloro (con composti a base di ossigeno, meno inquinanti). Infine, la produzione di questo tipo di carta richiede un enorme utilizzo di acqua ed energia, molta più di quella necessaria per la produzione di carta riciclata.

La carta riciclata è ottenuta invece dalla carta da macero, ricavata a sua volta dalla raccolta differenziata. La carta così ottenuta può contenere sporcizia ed impurità, per cui è comunque necessaria una fase di sbiancamento a base di composti chimici senza cloro.

Nonostante sia necessario anche in questo caso l’utilizzo di sostanze chimiche, la loro quantità è nettamente inferiore rispetto a quella che occorre per la carta bianca (7-15Kg di composti chimici per trattare una tonnellata di carta riciclata contro i 250 Kg usati per la carta bianca).

Carta riciclata post-consumer e pre-consumer e carta ecologica

 

Inoltre c’è carta riciclata e carta riciclata, perché questa può essere prodotta con materie prime post-consumer, derivate da fogli di carta stampata ed in seguito disinchiostrata, o pre-consumer, derivate da fogli di carta non stampata (ad es rifili di cartiera). Solo nel primo caso si può parlare di carta realmente riciclata.

In commercio è anche possibile trovare questo tipo di carta prodotta al 100% con materiale post-consumer oppure contenente fino al 40% di fibra vergine (meglio se certificata dall’ente FSC, Forest Stewardship Council, il quale si occupa a livello internazionale della buona gestione delle foreste).

Esiste inoltre la carta riciclata denominata “originale” o “ecologica”, per la cui produzione vengono utilizzate al 100% fibre di recupero e non viene sottoposta a nessun processo di sbiancamento o decolorazione.

Molti consumatori sono ancora riluttanti al passaggio verso la carta riciclata a causa di numerose dicerie in circolazione da tempo, ma è giunto il momento di sfatare alcuni di questi miti. Ad esempio molti sostengono che questa non sia igienica, ma non è assolutamente vero: durante la produzione, la carta da macero è portata oltre 150°C ed a queste temperature nessun microrganismo sopravvivrebbe. Altri sostengono che la carta riciclata sia più costosa, ma anche questo non è vero: i prezzi sono del 20% più bassi rispetto alla carta bianca.

Se volete stampe di ottima qualità ma con basso impatto ambientale, rivolgetevi al Centro Stampa Digitalprint, ed avrete a disposizione un’ampia scelta tra diverse tipologie di carta riciclata, tutte rigorosamente certificate FSC® (Forest Stewardship Council®).

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