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Grafica, stampa, finiture, confezione, plastificazione, e molto altro. Tutto ciò che serve sapere sul fantastico mondo della stampa. Continua »

Quinto Protti, Presidente della Digitalprint, ci racconta l\\\'innovativo percorso che ha affrontato la sua azienda per essere, oggi, leader in italia nella Stampa Digitale. Continua »

 

Monthly Archives: agosto 2014

Come scegliere il tipo di finitura di stampa più adatto: la verniciatura a dispersione e la verniciatura UV.

verniciatura-uvNell’industria moderna della stampa, la scelta della finitura e del rivestimento di stampa più adatto, a seconda del tipo di prodotto, è fondamentale. E’ proprio la finitura di stampa che conferisce al prodotto stampato un tocco speciale in più, innalzandone il livello e la qualità. Adottare una finitura di stampa efficace, come ad esempio un tipo particolare di verniciatura o di patinatura, permette di migliorare tutti i prodotti stampati ed in particolare quelli di carattere pubblicitario e commerciale, attirando l’attenzione del cliente in modo elegante e raffinato.

Le varianti di finitura applicabili ad un prodotto sono davvero tante. Innanzitutto occorre fare un’importante precisazione tecnica: cosa si intende per “finitura”?

Per “finitura” si intende la “valorizzazione estetica di un prodotto di stampa”. A seconda della tipologia, la finitura può essere applicata già all’interno della macchina da stampa, durante il processo di realizzazione: è questo il caso della vernice a dispersione o UV. In alcuni casi, come in quello della plastificazione e dell’imballaggio in pellicola di plastica, la finitura viene applicata, sotto forma di rivestimento, una volta completata la stampa.

La carta riciclata. La soluzione “green” per proteggere l’ambiente e combattere gli sprechi

Scarta-riciclatai dice “carta riciclata” la carta ottenuta dalla lavorazione di fibre di recupero. La carta riciclata che si trova in commercio può avere una percentuale di materia riciclata che oscilla tra il 50% e il 100%: da questa percentuale dipende la qualità della carta, che sarà più o meno pregiata a seconda di quanto sarà elevata la quantità di materia riciclata presente nel materiale.

La carta riciclata viene realizzata utilizzando la carta da macero, mediante l’impiego della tecnica del riciclaggio delle materie prime già utilizzate. La carta, infatti, molto spesso comporta problemi di smaltimento, ma non è un rifiuto come gli altri, perché composta da cellulosa, un materiale che può essere sottoposto a ripetuti riutilizzi e usato per produrre nuova carta. Partendo dalle fibre di cellulosa del rifiuto cartaceo, circa il 95% di ciò che la compone viene trasformato in carta nuova.

L’impiego di carta riciclata consente un grande risparmio in termini di sprechi, non solo per quanto riguarda il consumo delle risorse ambientali e naturali, in quanto comporta un risparmio del legname da utilizzare; ma anche in termini energetici, dal momento che la carta riciclata, che non presenta più la consistenza adatta ad essere riutilizzata, può essere usata come combustibile per generare energia.

Per poter essere prodotta, la carta riciclata subisce dunque uno specifico ciclo di trasformazione, che, attraverso varie fasi, converte la carta da macero in materia prima, pronta per essere riutilizzata. Dalla raccolta e stoccaggio della materia prima, si passa alla fase di selezionamento, durante la quale viene separata la fibra impiegabile dai materiali “impuri”, che di norma sono inglobati all’interno dei blocchi di carta da macero. Tanto più precisa e attenta sarà la fase di separazione della carta dalle altre tipologie da macero, tanto più elevato sarà il valore tecnico e commerciale acquisito dal materiale. A questo punto segue la fase di pressatura e legatura in balle; quella di sbiancamento o disinchiostrazione per eliminare la presenza di inchiostri; la riduzione in poltiglia con l’impiego aggiuntivo di acqua calda. Il processo si conclude con la fase di affinamento, che prevede che, dall’impasto, vengano eliminate impurità e residui di scarto, fino a separare la pasta di cellulosa. In questa fase è possibile che alla pasta di cellulosa venga aggiunta una certa percentuale di cellulosa vergine: la proporzione di cellulosa da incorporare varia a seconda del futuro impiego della carta. A questo punto del ciclo, la cellulosa presente nella carta da macero è stata trasformata nuovamente in materia prima, pronta per rientrare a far parte del ciclo di produzione.

Per la stampa dei suoi prodotti, il Centro Stampa Digitalprint ha scelto di avvalersi di un’ampia selezione di tipologie di carta riciclata, tutte certificate dal marchio FSC® o Forest Stewardship Council® che garantisce al consumatore finale l’impiego di carte ottenute dalla lavorazione del legno proveniente da foreste gestite in maniera tale da rispettare le necessità e i diritti sociali, economici ed ambientali delle generazioni del presente e di quelle del futuro.

Le carte riciclate a marchio FSC® sono strumenti indispensabili per le aziende che desiderano disporre di supporti di stampa di qualità, realizzati sempre preservando l’ambiente dall’eccessivo sfruttamento e limitando i consumi sconsiderati di risorse e materie prime. Le fibre di carta certificate e tutelate dal marchio FSC® possono essere riutilizzate fino a 6 volte. Non per niente questo standard di certificazione forestale è sostenuto e appoggiato dalle principali associazioni ambientaliste e nazionali, come Greenpeace, WWF, Legambiente, Friends of Earth e tante altre.

Scegliere di stampare, presso il Centro Stampa Digitalprint, i propri prodotti in carta riciclata, per le aziende di oggi, significa fare una scelta consapevole ed intelligente, non solo perché si ottengono prodotti di eccezionale qualità e valore commerciale e tecnico, ma anche perché, in questo modo, si compie un gesto “green” di attenzione e rispetto nei confronti dell’ambiente, patrimonio collettivo da tutelare per le popolazioni del presente ma soprattutto per quelle del futuro.

Carta, cartoncino, cartone: stessa famiglia, ma caratteri diversi. La grammatura ha sempre il suo peso.

grammatura-cartaIl primo fondamentale criterio per distinguere i vari tipi di carta in commercio è senza dubbio lo spessore o grammatura. In termini tecnici, la grammatura di una carta altro non è che il rapporto tra il peso di un foglio, espresso in grammi, e la sua superficie, che si misura in metri quadrati.

Secondo questo parametro possiamo classificare le tipologie di carte in:

  • carta leggera o carta semplice, con spessore tra 35-60 g/m2;
  • carta da stampa, con spessore tra 60-115 g/m2;
  • carta ruvida, con spessore tra 115-220 g/m2;
  • cartoncino, con spessore compreso tra i 220 g/m2 e i 300 g/m2;
  • cartone, ovvero tutti i materiali cartacei che superano i 350 g/m2 di spessore.

Il Centro Stampa Digitalprint Rimini offre un ampio assortimento di carte con le più diverse grammature. A seconda della finalità e dell’utilizzo per cui la carta deve essere impiegata, gli esperti del centro stampa garantiscono alle aziende un capillare e competente servizio di consulenza e assistenza tecnica, in particolare in merito alla scelta della grammatura più indicata per il settore e l’ambito di impiego al quale la carta è destinata.

In genere la carta semplice, ovvero quella che siamo più abituati a tenere fra le mani e a sfogliare, viene destinata alla maggior parte degli utilizzi quotidiani. Si usa la carta semplice, ad esempio, per le pagine dei quaderni o i fogli dei block notes.

Oggi molto più utilizzata rispetto ad un tempo, la carta da stampa è quella che tutti conosciamo come “carta da fotocopie”, di norma conservata in risme di fogli oppure direttamente all’interno delle stampanti da ufficio. Disponibile nei due diffusissimi formati, l’A4 e l’A5, la carta da stampa ideale presenta una grammatura di circa 80 g/m2. Questa grammatura è la più utilizzata per stampare documenti istituzionali e presentare la comunicazione ufficiale aziendale, come fatture, preventivi, progetti, contratti e altri stampati commerciali. La carta da stampa viene usata anche per realizzare volantini, manifesti e carta intestata, e nella stampa di riviste, pieghevoli e dépliant promozionali.

Robusta e pregiata, la carta ruvida rappresenta la soluzione ideale per tutti gli utilizzi specifici legati al disegno: la speciale grammatura conferisce, infatti, a questa carta la capacità di assorbire e, dunque, trattenere sulla superficie più inchiostro rispetto ad altre grammature. La carta ruvida è adatta a qualunque tipo di impiego e si presta molto bene a ricevere, senza distinzione, i più diversi tipi di materiale: acquarello, tempera, china, grafite e carboncino.

Il cartoncino è certamente il supporto più utilizzato per stampare i biglietti da visita. La sua grammatura, liscia e particolarmente resistente nella consistenza, è perfetta per realizzare i materiali di rappresentanza aziendale più importanti: oltre ai biglietti da visita, possono esseri stampati, in cartoncino lucido o opaco, le cartoline, i biglietti d’auguri, i flyer, le MiniCard, ma anche le cartelline portadocumenti per la presentazione delle aziende.

Dai valori di grammatura molto elevati, il cartone è in assoluto il tipo di carta più resistente: pesante e spessa, questa carta è costituita da uno strato ondulato centrale, racchiuso tra due fogli piani laterali. Di origini antichissime, risalenti addirittura alla Cina del XV secolo, il cartone è sempre stato usato per scopi commerciali, in particolare come materiale da trasporto per la vendita di prodotti di largo consumo. E’ l’Inghilterra, nel lontano 1817, il primo paese europeo a vendere scatole commerciali realizzate in cartone. Ma quand’è che davvero la carta si trasforma in cartone? In termini tecnici, il confine tra due tipologie di carte è posto per convenzione nella grammatura di 224 g/m2.

Per avere la sicurezza di ottenere un prodotto eccellente, il consiglio più utile è sempre quello di rivolgersi ad una tipografia specializzata, che sappia offrire alle aziende il miglior supporto possibile, guidandole nella scelta della grammatura più congeniale alle loro specifiche caratteristiche: ad ogni necessità, la sua grammatura.