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Grafica, stampa, finiture, confezione, plastificazione, e molto altro. Tutto ciò che serve sapere sul fantastico mondo della stampa. Continua »

Quinto Protti, Presidente della Digitalprint, ci racconta l\\\'innovativo percorso che ha affrontato la sua azienda per essere, oggi, leader in italia nella Stampa Digitale. Continua »

 

Come funziona la stampa offset?

come funziona la stampa offsetLa stampa offset e la litografia si basano su un principio simile ma, mentre in quest’ultima il foglio è a contatto diretto con la pietra o la lastra di alluminio microgranito, la stampa offset è un tipo si stampa indiretta che impiega tre cilindri a contatto tra loro. Si basa sul principio di repulsione tra acqua e olio, sistema che permette ottime definizioni e risoluzioni: la lastra CTP è avvolta al primo cilindro e viene impregnata dai rulli umidificatori e dai rulli inchiostratori; il secondo cilindro è rivestito di caucciù e sta a contatto col primo.

Da notare che il caucciù è in grado di mantenere un’elevata qualità di stampa su ogni tipo di carta, anche non perfettamente lisci. Da questo riceve la stampa e, grazie al movimento che gli viene imposto dal terzo cilindro, il cilindro di pressione, la riporta sul foglio.

Semplificando al massimo: la lastra gira e viene inchiostrata e umidificata, passa sul cilindro del caucciù che si inchiostra sullo stampo della lastra e, di conseguenza, stampa sul foglio il medesimo

contenuto testuale e grafico della lastra.

Entrando nel dettaglio, una macchina da stampa offset è solitamente composta da tre macro parti:

Ad inizio macchina c’è il sistema “mettifoglio” o sbobinatore formato da una serie di aspiratori che alzano il foglio, lo separano dai sottostanti e lo posizionano su un piano di scorrimento in linea con le squadre di registro (che assicurano che i fogli passino sempre ad una distanza costante ed univoca).

Il corpo della macchina è composto dai castelletti di stampa, uno per colore. Ciascuno contiene una lastra e i cilindri, sopra descritti, che girano: ognuno dei castelletti trasferisce un colore al foglio. Gli inchiostri, che sono grassi, aderiscono solo alla parte lavorata della lastra (detta anche grafismo), mentre l’acqua, per il principio di idrorepellenza, non bagna gli stessi grafismi perché respinta dall’inchiostro (grasso). L’acqua di bagnatura serve quindi a definire con precisione i contorni dei grafismi. Nello specifico in ogni castelletto c’è un calamaio (che contiene l’inchiostro), il gruppo di macinazione (che comprende i rulli che trasportano l’inchiostro ottimizzato dal calamaio alla lastra e che termina col rullo inchiostratore, a contatto con la lastra), il cilindro porta lastra (su cui è fissata, appunto, la lastra) e i rulli bagnatori (che la bagnano con una soluzione di acqua e alcol isopropilico), infine si trovano il cilindro porta caucciù (che riceve l’immagine dalla lastra e la riporta sul foglio di carta) e quello di contropressione (che fornisce la pressione adeguata di impressione e stampa in base allo spessore della carta)

A fine macchina ci sono la raccolta dei fogli ed eventualmente altri macchinari di finitura.

La stampa offset ha dei costi discreti per l’impostazione delle lastre, che vengono ampiamente ammortizzati con le grandi quantità di stampa. Nella scelta di questa procedura di stampa, occorre tenere conto che gli inchiostri offset hanno bassa coprenza e che non è possibile trasferire molto inchiostro (perché la quantità di inchiostro deve essere in equilibrio con la soluzione acquosa e se si aumenta l’inchiostro è necessario aumentare l’acqua, rischiando di compromettere il supporto cartaceo) e che non è adatto a materiali delicati, come i film plastici, a causa dello stress che il gruppo stampa offset esercita sul supporto cartaceo.

Il Centro Stampa Digitalprint utilizza una Ryobi 925 5-D, con 5 colori più spalmatore, all’avanguardia del settore per una stampa offset al massimo della definizione.

 

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